Appuntamento al buio. In un museo. A maggio
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Appuntamento al buio. In un museo. A maggio

12 maggio 2016
Potremmo dire che entrare in un museo suscita una sensazione simile a quando, per la prima volta, si entra in casa di un conoscente. C’è curiosità ma anche imbarazzo, indecisione e stupore. E se la prima volta fosse di sera, o di notte? Cresce l’aspettativa.
Uffizi, Louvre, Prado, Tate Modern e Chopin di Varsavia: la Notte dei Musei è Europea e arriva in Italia sabato 21 maggio 2016. Cosa fare? Prima una cena a casa con gli amici, una cena ambientata a tema, poi un tour notturno in quel museo mai visitato.

“See the culture in a different light” See your home in a different light.

Quattro cose che contraddistinguono un museo

Case e musei hanno sensazioni in comune. C’è qualcosa di familiare: stanze e ingressi, cornici e immagini esposte per gli ospiti. Ma c’è anche qualcosa di esotico: sono luoghi speciali, personali, dove ogni particolare è stato accuratamente scelto, valutato, definito e poi, con il passare del tempo, ridefinito, rivalutato, cambiato.
Ci sono almeno quattro elementi che contraddistinguono l’interior design di un museo, quattro elementi che, se ci svegliassimo di soprassalto, ci farebbero subito capire dove siamo.
I più banali: quadri alle pareti; sculture sui trespoli; una guardia che ci chiede cosa stiamo facendo. I più caratterizzanti: ambienti minimalisti; l’illuminazione spot, faretti e coni di luce; almeno una possibilità per rilassarsi, tra poltrone e divani, sedie e tavolini.

Quadri alle pareti e sculture sui trespoli

I designer che si sono ispirati al mondo dell’arte, delle esposizioni e dei musei, non sono pochi. Ci sono state evocazioni più scontate, richiami visivi espliciti, e ci sono state reinterpretazioni sorprendenti.
La Tela Armchair di Innermost fa parte di quest’ultimo gruppo. Sostanzialmente è una tela con impressa l’immagine monocromatica di una sedia barocca, una fotografia frontale, contrastata, uno stilema rococò. Una figura a due dimensioni, anche allo sguardo anche più attento. Ma non è una tela che si appende: si appoggia alla parete. Perché ci si siede. Davvero, è una sedia. Effetto wow assicurato.
Alcune persone adorano i soprammobili: mensole e davanzali, ogni angolo ha la sua icona. Tutti gli altri li odiano. Le sculture da esporre in casa trovano ancora meno amanti: non sono funzionali e possono offrire una presentazione di noi stessi un po’ pretenziosa. Siete ancora alla ricerca di una via di mezzo? Closely Separeted di Muuto. È un vaso? È una scultura? Entrambe le cose, dipende chi avete di fronte e cosa volete mostrargli di voi.

L’essenziale: luci d’autore, sedie da museo

Un ambiente spazioso e minimal ci offre la possibilità di guidare facilmente l’attenzione dell’ospite verso ciò che vorremmo che fosse notato, di casa nostra e di noi. Ma la sera, per evitare di trasformare la stanza in una desolata periferia domestica, serve la giusta illuminazione.
Servono lampade direzionabili, da parete o da soffitto poco importa, capaci di creare un cono di luce ben definito. Oggetti di design che non siano protagonisti della scena, né rischino di sfigurare nel vostro angolo preferito. Due suggerimenti: Nobi di FontanaArte e la serie Tilt, in tutte le sue versioni, di Nyta.
Abbiamo il focus, ci serve il relax. Negli allestimenti museali stanno scomparendo i divani, è il ritorno delle panche, geometriche e scomode. Il riposo vero e proprio è destinato a un’area a sé: il bistrot. Grazie ad un accesso indipendente, molti di questi caffè diventano punti di riferimento per la city life. Bistrot + museo: c’è una sedia che si trova in entrambe i luoghi, così come fuori e dentro casa. È la Chaise A di Tolix, la Sedia A, quella del MOMA di NY e del Centre Pompidou di Parigi.

21 maggio 2016: appuntamento al buio per la Notte Europea dei Musei

La Giornata Internazionale dei Musei si celebra fin dal 1977. I primi musei a decidere di festeggiare la passione per la cultura e per l’arte anche di notte, i primi ad organizzare ufficialmente una notte bianca dei musei, sono state le istituzioni di Berlino. Dopo quattro anni avevano aderito all’iniziativa oltre 120 musei in tutta Europa. Oggi tenere il conto non ha più senso.
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