Cena Itinerante: ” casual dining” in movimento,  a Faenza 13 Maggio
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Cena Itinerante: " casual dining" in movimento, a Faenza 13 Maggio

12 maggio 2016

Oggi, nel tripudio di happening dedicati al cibo in tutto il globo terracqueo, alla ricerca di ogni possibile sfumatura che possa colpire le papille gustative e le frontiere tra sperimentazione e necessità di essere visibili, credo che una cosa rimanga certa e innegabile: che ovunque tu sia se metterai sul tavolo, metaforicamente o meno, qualcosa di commestibile (meglio se buono), allora entro breve lì intorno si aggregherà un insieme. O — ancora più importante — il contrario. Che cioè dove esiste un gruppo di simili in buona relazione tra loro allora presto si penserà alla cena. Che sia con la lettera minuscola o, in questo caso particolare, con la maiuscola: come la Cena Itinerante, per essere più precisi, quella che da diversi anni e in nove edizioni organizza il Distretto A di Faenza e che quest’anno cade venerdì 13 maggio. Ma per gli scaramantici si prolunga — senza tavola apparecchiata, anche se con visite guidate e sorprese alimentari varie — durante tutto il weekend.

Così da una parte abbiamo la cultura del cibo sorprendente o dello chef ultrastellato, un po’ l’equivalente gastronomico della sfilata milanese (quella i cui capi importabili non andranno mai in produzione se non per essere indossati da star e starlettes cine-televisive), dall’altra, quella di cui stiamo parlando, c’è la nonchalance di un quartiere intero, rappresentato dall’associazione Distretto A, che si attrezza per mettere in scena una “social dinner” aperta a chiunque voglia partecipare. Come le 4000 persone che lo scorso anno hanno invaso le strade di Faenza.

Un “casual dining” pianificato con cura (e cito a questo proposito una manifestazione di cui mi piacerebbe parlare in futuro, il Leeds Indie Food Festival) per attirare i commensali nei musei (il Museo Carlo Zauli, il Museo Diocesano aperto per l’occasione o quello del Risorgimento), negli atelier e nelle gallerie, nelle scuole, nei cortili delle case private o tra i partecipanti del concerto alimentato a pedali. Muovendosi usando possibilmente le navette gratuite elettriche messe a disposizione per la serata.

Quasi 50 i luoghi segnati sulla piantina e altrettanti gli eventi culturali collegati. Perché se ci sarà qualcuno ai fornelli, lì accanto si troverà sicuramente qualcun altro a raccontare storie di arte e artigianato.
Il programma parla chiaro: promuovere e valorizzare una città richiede passione e funziona molto meglio quando c’è connessione, quella che non richiede fili o wi-fi per intenderci.

Un puzzle che si rispecchia nel menù, componibile all’occorrenza seguendo come sempre la piantina e da completare con il calice griffato “Cena Itinerante” al collo, all’inseguimento delle proposte di cuochi temporanei come Cenerentola, ristoratori di professione e qualche nome famoso, come Sebastiano Caridi (vincitore del programma Rai Il più grande pasticcere), Marco Cavallucci o Postrivoro.
Impossibile anticipare tutto. E dato che anche l’occhio vuole la sua parte, questa ci sarà grazie anche alla rivista Dispensa e alla sua mappa fotografico/voyeuristica di dispense, armadi e credenze che raccontano vizi e virtù delle nostre cucine.

Forchetta in una mano e mappa nell’altra, non resta che seguire la forza. E se si controlleranno on-line gli ormai immancabili tag — #CIfaenza #DistrettoA #cenaitinerante — ci si imbatterà di sicuro in tweet e foto della Squadra Speciale di social reporter arruolati quest’anno tra le fila degli studenti di uno degli istituti superiori del centro.

FRANCESCA SANTORO

http://www.frizzifrizzi.it

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